Napoli, un’Aula per Mia Martini (artista di ognuno)

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Il 4 luglio 2014 alle ore 11, a Napoli, sarà intitolata ufficialmente, alla memoria di Mia Martini, una sala convegni del Centro Asterix, in via Domenico Atripaldi, ricadente nella Sesta Municipalità a Barra.

La decisione era stata già presa a Febbraio con una delibera la Giunta presieduta dal Sindaco Luigi de Magistris, dopo che la Commissione toponomastica ed il Consiglio della VI Municipalità (Presidente della VI Municipalità dott.ssa Anna Cozzino) si erano espressi favorevolmente sulla proposta avanzata dal club ufficiale Chez Mimì, autorizzato dalla stessa artista in vita, in collaborazione con Suoni Del Sud.

Una data, il 4 luglio, che ha registrato nel corso dei secoli una serie di eventi importanti, ai quali si può aggiungere tranquillamente anche questo.

All’inaugurazione sarà presente il sindaco Luigi De Magistris e vedrà anche la partecipazione della Dott.ssa Anna Cozzino, una rappresentanza del club ufficiale Chez MimìNino Romeo del Premio Mia Martini, Fondazione Mia Martini.
Interverranno, per Suoni Del Sud: Peppe Ponti, Antonio De Guglielmo, Michele Mango, Dott. Gennaro Cavallaro, Renata Castaldo, Gianluca Varriale.
E inoltre: Enzo Gragnaniello, Benedetta Valanzano, Tony Cercola, Mario Maglione, Franco Del PretePopularia, Il Giardino dei Semplici, Rino Zurzolo, Lino Vairetti, Osanna, TueffDope One, Ciccio Merolla, Valentina Crimaldi, Carmine Aymone, Nino Marchesano, Lino Pariota.

E’ importante rilevare che la richiesta inoltrata è stata accompagnata da una raccolta di firme, 300, di cittadini residenti a Napoli. Hanno firmato anche alcuni artisti della città del Vesuvio: Enzo Gragnaniello, Rino Zurzolo, Il Giardino dei Semplici, Lino Vairetti , Osanna, Tony Cercola, Mario MaglioneJovine, Franco Del Prete, Ciccio Merolla, Brunella Selo, Sal Da Vinci, Tony Esposito, Benedetta Valanzano, Piero Gallo, Valentina Crimaldi, Giorgio Verdelli , Peppe Ponti, Antonella Morea, Michele Montefusco, I Popularia, Lino Pariota, Tueff, Dope One, Luigi Lybra Dhamm, Antonio De Guglielmo, Fiorita Nardi, Carmine Aymone.

Hanno aderito alla petizione, grazie alla collaborazione del maestro Stefano Senesi, altri musicisti, alcuni dei quali hanno avuto l’opportunità di lavorare con Mia Martini:  Giorgio Cocilovo, Paolo Costa, Lele Melotti, Rosario Iermano, lo stesso Stefano Senesi, Danilo Madonia, Bruno Giordana, Molaro Marina, Petti Giusi, Renzi Enrico, Franceschini Antonella,  Riceputi Roberto, Tarsitani Maurizio, Rapicavoli Antonietta, Campo Michele Antonio, Malavolti Roberta,  Balzani Roberta,  Schiavone Raffaele, Paoloni Caterina, Palmigiani Roberta, Franchellucci Giuseppe, Salvatori Marcello, Silvia Di Giulio, Toppi Tamara, Picone Pietro, Di Carlo Alessandro, Cantoni Massimiliano.

La corrispondenza di amorosi sensi tra Mia Martini e Napoli è nota. Come scrive il giornalista Federico Vacalebre:  ‘lei si rifugiò quando disse:  “fermate il mondo voglio scendere”. Il mondo da cui scappava era quello, feroce, delle canzonette come saponette, delle dicerie facili, dei festival brutti, sporchi e cattivi. Napoli la adottò, la curò, la coccolò, le restituii forze e fiducia in se stessa, le regalò un autore (Enzo Gragnaniello), una canzone- capolavoro (“Cu’mme”) e un grande vecchio-bambino con cui tornare in hit parade (Roberto Murolo).

‘E quando canta Napoli, commenta lo stesso Murolo, vive Napoli, la sua voce è quella di Napoli, forse perché è una donna del sud, forse perché ha sofferto tanto, forse perché cantare non è soltanto una professione per lei, ma soprattutto è un modo di trasmettere ogni sentimento, dal più dolce a quello più disperato… E perciò Napoli l’ha ripagata con entusiasmo, spesso mi ha mostrato, commossa, un foto scattata ad un suo concerto al Teatro Mediterraneo dove c’è un ragazzo con uno striscione e lo slogan: Mia, Napoli ti adotta come Maradona. E lei a ripetere: Sono troppo buoni, eppure mi entusiasma tutto questo affetto e mi elettrizza vedere di chi mi ascolta in faccia l’effetto della mia voce’.

‘Era semplicemente innamorata della vita, dichiara Enzo Gragnaniello. A Napoli lei si rigenerava, è come mettersi sotto a un albero, lasciarsi risucchiare tutte le impurità e liberarsi da tutto il negativo che la circondava. Era una persona molto intelligente, sensibile e imprevedibile, un’interprete ideale di ogni autore, molto attenta e critica nei confronti dei testi e con una grande cultura , nascondeva una grande sensibilità perché non si può cantare in quel modo, solo le persone che hanno sofferto possono farlo. Ed è questa immagine che ho avuto subito di lei, non appena l’ho conosciuta, che mi ha ispirato i versi di Cu’mmè, si tu non scinne in funno nun no po’ sapè.’

Pippo Augliera per Chez Mimì